SPORE | OPEN CALL residenza formativa 2024

Dalla rassegna interdisciplinare sull’esperienza diasporica – sviluppata alle Serre da luglio a settembre 2023 – è nata l’idea di una residenza formativa che si terrà dal 15 al 20 Ottobre 2024 alle Serre dei Giardini.

La call si è chiusa il 16 Settembre 2024 alle ore 12,00. Le persone selezionate verranno contattate entro il 24 Settembre 2024.

Per informazioni scrivi a samanta.musaro@kilowatt.bo.it

Chi può partecipare e come

La partecipazione alla residenza formativa di SPORE è aperta a tutte le soggettività che desiderano entrare in uno spazio collettivo in cui farsi domande. 

SPORE è aperto a chiunque senta il bisogno di una formazione politica con l’obiettivo di mettere in discussione le proprie conoscenze o approfondirle. 

La partecipazione è gratuita, fino a un massimo di 30 persone; chi verrà selezionatə  si impegna a partecipare, in presenza, a tutte le giornate previste dal programma.

Per candidarsi è necessario compilare il modulo entro e non oltre il 16 Settembre 2024 alle ore 12. Le persone selezionate per partecipare alla residenza formativa di SPORE verranno contattate entro il 24 Settembre 2024. Le spese relative a trasporti, vitto e alloggio saranno a carico delle persone selezionate per partecipare alla residenza.

Per informazioni scrivi a samanta.musaro@kilowatt.bo.it


La residenza formativa 

La residenza formativa di SPORE si svolgerà dal 15 al 20 ottobre alle Serre, in un flusso che si contaminerà con la rassegna artistica di SPORE (II edizione), aperta a tutti i pubblici dal 17 al 20 Ottobre (il programma dettagliato verrà pubblicato nelle prossime settimane).

SPORE è, infatti, anche un palinsesto interdisciplinare che vuole dare voce all’esperienza diasporica in chiave artistica, culturale e politica. Il confine tra spazio di apprendimento (a numero chiuso) e spazio performativo (ad accesso libero) sarà fluido e in transizione: le persone selezionate per la residenza formativa parteciperanno alla costruzione del setting, dell’umore e dell’energia della rassegna artistica attraverso pratiche laboratoriali.

La residenza formativa si svolgerà da martedì 15 a venerdì 18 ottobre nelle fasce orarie 10,00 -13,00 e 14,30 -18,00, mentre nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 ottobre la residenza formativa diventerà rassegna artistica e la rassegna artistica sarà anche residenza formativa: gli orari seguiranno la programmazione del palinsesto e chiunque potrà partecipare al processo di apprendimento. 

La residenza formativa prevede l’alternarsi di momenti riflessivi e discorsivi (le mattine) a momenti laboratoriali ed esperienziali (i pomeriggi). I pranzi – dalle 13 alle 14,30 – saranno spazio di riposo, conversazioni informali e decompressione.

Il programma giorno per giorno

ore 10,00 – 11,30

Inconsapevoli protagonistɜ per una genealogia dell’antirazzismo in Italia

a cura di Rahel Sereke


L’arrivo e la presenza negli ultimi 50 anni delle persone immigrate in Italia continua a rappresentare una sfida alla costruzione dello stato moderno europeo fondato sul paradigma dell’identità nazionale. Orientate a negoziare appartenenze multiple, le persone immigrate, migranti e le loro discendenze sono state le inconsapevoli protagoniste della nascita dell’antirazzismo in Italia e hanno posto le basi di lotte comuni per l’estensione a tuttə dei diritti sociali e civili, in dialogo con l’associazionismo locale.

ore 11,30 – 13,00

Atti di memoria per una giustizia sociale

a cura Yodit Estifanos Afewerki

Il colonialismo italiano ha lasciato una profonda impronta nella storia e nella cultura di molti paesi, e le sue conseguenze si fanno sentire ancora oggi. Confrontarsi con il colonialismo, passato e presente, è un modo per promuovere la giustizia sociale e contribuire a un cambiamento positivo, sfidando le narrazioni storiche dominanti e promuovendo una memoria collettiva che non è statica; essa può essere reinterpretata, rinegoziata e modificata nel tempo, a seconda delle esigenze e delle dinamiche sociali e politiche.

Ore 14,30 -17,30

Fuck your rainbow flag

a cura di Sara Leghissa


FUCK YOUR RAINBOW FLAG sarà un momento di incontro, conversazione e produzione di materiale cartaceo, a partire dalla condivisione del video che Hamed Sinno ha pubblicato su Instagram il 14 novembre 2023: il titolo di questa proposta ne cita la frase di chiusura. Nel video, il compositore, scrittore e performer, prende posizione rispetto a cosa significhi vivere e fare attivismo per la libertà e la visibilità della persone queer nei paesi arabi, sotto l’occupazione sionista e la dominazione imperialista occidentale, e apre domande rispetto a come le lotte per l’autodeterminazione siano spesso strumeNtalizzate dai poteri conservatori per il mantenimento di questi poteri.

ore 10,00 – 13,00

Relazioni coloniali


a cura di Selam Tesfai

La colonialità è un attributo del potere. Come fare a sviscerare l’influenza coloniale all’interno delle relazioni umane della società globale? Spesso ci domandiamo come cambiare l’ordine delle cose nel macro, finendo per sottovalutare l’impatto che una nostra inversione di rotta, potrebbe produrre nelle relazioni che costruiamo ogni giorno. Chi sono le persone che ci circondano a noi invisibili? Quali sono le vite di cui sistematicamente non sappiamo nulla? Quali sono le storie di chi ci viene raccontato come non-umano?

dalle 14,30 alle 17,30 

Memorie e post memorie in relazione alla salute mentale

a cura di Ronke Oluwadare e Murphy Tomadin

Frantz Fanon ne I Dannati della Terra scrive: «il mondo colonizzato è un mondo compartimentalizzato»; la maniera in cui viviamo porta a separare: corpo da mente, passato dal presente, generando sofferenza e disconnessione. In una contemporaneità che ci spinge a incedere in un costante presente senza storia, per alcune soggettività la memoria rappresenta un atto di resistenza e cura collettiva. In questo laboratorio esploreremo quanto il corpo conservi una sua memoria e come, esserne a contatto, possa essere uno strumento per riconoscersi e rinarrarsi, al posto di essere narrate.

dalle 10.00 alle 13.00 

Talk body to me: come ti muoveresti se avessi tutto quello di cui hai bisogno?

a cura di Giorgia Ohanesian Nardin

Talk body to me è l’apertura, in forma di conversazione, della ricerca su Pleasure Body, spazio di indagine teorica/percettiva/somatica sul piacere che Giorgia facilita da 7 anni. Quali sono i modi in cui il corpo interiorizza le forme di oppressione sistemica? In che modo, successivamente, queste forme si traducono in modi di stare nel corpo? e nelle relazioni? e in comunità? Da questo punto di vista, cosa intendiamo quando parliamo di cura? Cosa abbiamo interiorizzato? e come ci liberiamo di quello che abbiamo interiorizzato in modo non consensuale? Come sarebbero le nostre vite, le società, il mondo se si basassero su una matrice di piacere anziché di profitto? Attraverseremo queste ed altre domande tentando di rispondere partendo da una percezione sensibile/del corpo. L’incontro parte da una posizione discorsiva per arrivare ad una proposta pratica; Giorgia guiderà  le persone partecipanti attraverso una meditazione somatica a partire dai cuori che attraversano la ricerca di Pleasure Body.

dalle 14,30 alle 16,00 

Impercettibili

a cura di Wissal Houbabi

… suoni che riaffiorano da ricordi che sono diventati carne nel tempo. E se è vero che siamo più carta che carne, nell’oralità torniamo libere di essere e ricostruire la nostra voce.  Essere lingua madre, molto spesso, significa vivere dolcemente in agonia ma anche custodire i nostri primi ricordi pulsanti di vita. A partire dalla nostra carne, dalle memorie più importanti, proveremo a far riverberare in noi la voce collettiva, quella che solo nell’oralità ha deciso di vivere, fuori dal controllo della  lingua-Padre, affidandosi al lavoro di tutte.

dalle 16,30 alle 18,00

Reconnexion: Afro contemporary dance masterclass

a cura di Merlin Nyakam

Scoperta e approfondimento della conoscenza del ritmo, del movimento e della coreografia africana attraverso un approccio afro-contemporaneo: la masterclass con Merlin Nyakam esplorerà la danza attraverso materiali e immagini, momenti di riscaldamento e musica.

dalle 10,00 alle 13,00 

Il paradigma coloniale

a cura di Marie Moise

Decolonizzare non è una metafora. Non è sinonimo di qualsiasi forma di cambiamento, non è un gesto puramente simbolico o astratto. Per comprendere il senso di questa lotta, occorre leggere fin dalle sue radici il paradigma coloniale a cui si oppone: una concezione del mondo, un modo specifico di rapportarsi alla terra e a tutte le forme del vivente. Occorre guardarsi dentro e sentire il fuori: dal passato al presente, come si riverbera la colonialità nei nostri modi di pensare e di stare in relazione?

dalle 14,30 alle 18,00 

Conversazione con Mohammed El Hajoui

Un incontro con l’artista durante la sua fase processuale. Partendo dal lavoro di Mohammed conosceremo la sua prospettiva calata nella società italiana e nel mondo dell’arte visiva, capiremo che cosa il suo percorso gli ha insegnato e come colloca il suo contributo. La conversazione sarà mediata dalla direttrice artistica Wissal Houbabi: sarà un dialogo e un esercizio di osservazione collettiva per conoscere da vicino la prospettiva – e il  processo di traduzione dell’immaginazione in creazione – di un artista visivo unico nel suo genere. 

dalle 14,30 alle 16,30 

Black Marxism e capitalismo razziale: una lettura collettiva

a cura di Mackda Ghebremariam Tesfau

Black Marxism: the making of the black radical tradition (1983) di Cedric Robinson è un’opera seminale di Teoria Critica e Black Studies. Nel testo, l’autore mette in luce i limiti della teorizzazione marxista ponendo al centro l’analisi della relazione fondamentale tra capitalismo e razzismo (capitalismo razziale), disconosciuta dal marxismo ortodosso, e dei contributi dei pensatori della radicalità Nera, come C. L. R. James e W. E. B. Du Bois. Attraverso la lettura di alcuni passaggi cardine del testo elaboreremo collettivamente le domande che è necessario porre al fine di comprendere i processi di razzializzazione tra ieri e oggi.

dalle 16,30 alle 18,00 

In memoria di Satnam Singh …e tutte le persone vittima di omicidio razziale: diritto al lavoro, razzismo e lotta di classe 

Mackda Ghebremariam Tesfau ne parla insieme a Giuseppe Pugliese di SOS Rosarno e Karim Bekkal SI Cobas.

Satnam Singh è stato un lavoratore immigrato, sfruttato senza contratto e condannato a morte quando, dopo aver perso il braccio destro sul suo posto di lavoro, è stato portato davanti alla propria abitazione, anziché in ospedale. C’è chi ha voluto vedere la tragedia come un caso isolato invece di riconoscere la sua dimensione strutturale che parla di come funziona la società italiana. Un sistema oppressivo e pervasivo che attraverso gerarchia economica e sociale sfrutta e consuma la vita delle persone tenute volutamente in condizioni di irregolarità.

dalle 11,00 alle 13,00 

Workshop: Still weaving seeds. Ancora tessendo semi

a cura di Soukaina Abrour

Laboratorio collettivo per la realizzazione di uno o più stendardi con tessuti di riciclo, pensati per accompagnare cortei e manifestazioni cittadine in solidarietà alla liberazione della Palestina. Il processo creativo si sviluppa in tre fasi: riflessione su parole e frasi chiave per definire i soggetti, taglio e composizione dei tessuti su una base preesistente, e infine cucito degli elementi.

DAL FIUME AL MARE

NON ESISTE LIBERAZIONE SENZA DIRITTO AL RITORNO

LA RESISTENZA È LA FORMA PIÙ PROFONDA DI AMORE

TERRA MADRE

CREDEVANO DI POTERCI SEPPELLIRE, MA NON SAPEVANO CHE SIAMO SEMI

SUL DISSENSO, SULLA RESISTENZA, SULL’AMORE PER LA VITA E LA LIBERAZIONE.

Condurranno le giornate residenziali:

  • Rahel Sereke – attivista politica antirazzista queer
  • Yodit Estifanos Afewerki – Associazione Tezeta
  • Sara Leghissa – performing artist
  • Selam Tesfai – attivista 
  • Ronke Oluwadare – psicoterapeuta  
  • Murphy Tomadin – Psicologo e psicoterapeuta in formazione
  • Giorgia Ohanesian Nardin – artista
  • Merlin Nyakam – coreografo, danzatore afro-contemporaneo, cantante
  • Marie Moise – docente e attivista
  • Mohammed El Hajoui – artista
  • Mackda Ghebremariam Tesfau – Sociologa, studio di razza e razzializzazione
  • Karim Bekkal – sindacalista Si Cobas e attivista 
  • Giuseppe Pugliese – Associazione SOS Rosarno 
  • Soukaina Abrour – artista 
  • Giovani Palestinesi Bologna – organizzazione politica
  • Noura Tafeche – artista 

Per informazioni scrivi a samanta.musaro@kilowatt.bo.it


Perché questa Residenza

SPORE è un ambiente di apprendimento residenziale che vuole esplorare la contemporaneità attraverso pratiche discorsive e performative che propongono sguardi e forme di espressione marginalizzate. È un programma gratuito e aperto a tutti i corpi e le identità, ideato e curato da Kilowatt e l’artista Wissal Houbabi.

Perché siamo tutt3 invitat3 a un esperimento di apprendimento radicale? 

Perché non era previsto che noi sopravvivessimo. 

Con questa celebre citazione di Audre Lorde vogliamo celebrare tutto ciò che è stato impensabile e imprevedibile: costruire pensiero, cultura e bellezza in un sistema oppressivo che costruisce frontiere sempre più mortali, moltiplica centri di detenzione e rimpatri esportandone persino all’estero, nega la cittadinanza a chi nasce e cresce in questo paese. Un sistema oppressivo che sostiene il massacro del popolo palestinese e soffre di amnesia quando si tratta della propria storia coloniale, salvo poi difenderne tutti i pilastri e i valori. Viviamo in un sistema dove non è riconosciuto l’omicidio razziale, dove lo sfruttamento dei braccianti è alla base della piramide economica, dove per esercitare la propria professione serve prima accettare che un diritto negato arrivi, prima o poi, e vivere così con un documento precario e tassato costantemente ritardato. La complessità di un sistema razzista appare invisibile agli occhi di chi non lo subisce sebbene sia così enormemente violento, ingombrante e centrale nell’identità storica, sociale e politica di questo paese.

non era previsto che sopravvivessimo… persino a noi stessə!

SPORE vuole celebrare la bellezza di ciò che contribuiamo quotidianamente a costruire, non solo per noi, ma per la salvezza di questo paese in sé, destinato a collassare sulla sua miopia, amnesia, volontà di potenza… altrimenti. 

Il modo in cui la specie umana impara e produce conoscenza è profondamente permeato da matrici oppressive millenarie incarnate. Anche quando alla base valoriale ci sono le migliori intenzioni, tutti i corpi bianchi-etero-cis che oggi abitano il mondo hanno, in un modo o nell’altro, interiorizzato forme di razzismo inconscio, omotransfobia, sessismo, classismo, antiziganismo. Dall’altro lato, i corpi che, invece, ereditano e incarnano esperienze di razzializzazione, genocidi e schiavitù continuano a essere esclusi o marginalizzati nei processi di produzione di conoscenza dominati dalla norma della bianchezza e della supremazia bianca, radicata nell’etica coloniale, patriarcale e capitalista.

La residenza formativa di SPORE vuole essere una rottura di questo circolo vizioso: è una formazione urgente e necessaria ma che si dissocia dalla prospettiva escludente dell’accademia, è una proposta a decostruirci, a re-imparare nuovi punti di vista grazie al contributo di chi produce conoscenza e pensiero critico, di chi ha costruito e costruisce comunità di sapere contro-egemoniche, mettendo in crisi l’eurocentrismo dominante. 

SPORE è un invito a uno sguardo complesso e attivo per riconoscere che il nostro presente è profondamente intriso di ideologie culturali, economiche e politiche strutturalmente e sistematicamente oppressive in quanto gerarchiche. Ma è ancor prima un esercizio di autoposizionamento, un esame individuale e collettivo di coscienza, per poter decostruire lo status quo che spesso ci fa credere che sia naturale ciò che in realtà è un costrutto culturale, e che sia culturale ciò che in realtà è multi-naturale, come direbbe l’antropologo prospettivista Viveiros de Castro. 

SPORE, quindi, è un’opportunità per iniziare a liberarci dalla normatività razzista, eteropatriarcale e neoliberale interiorizzata. È una palestra per allenare i nostri corpi a forme di desiderio radicalmente diverse da quei principi di individualismo, crescita e competizione fino ad oggi assimilati e riprodotti in assi di oppressione sistemica. 


SPORE è un progetto di KILOWATT

Direzione artistica: Wissal Houbabi

Coordinamento: Samanta Musarò, Cecilia Colombo

Con i contributi di: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna nell’ambito del progetto SPORE. Percorsi di tenerezza radicale, nell’ambito del progetto MELA TUNISIA – MEDITERRANO, LAVORO, AMBIENTE IN TUNISIA, nell’ambito di YOU(th) CARE FOR CHANGE, un progetto per le nuove generazioni per promuovere cura globale, sostenibilità e uguaglianza di genere (Cofinanziato dall’Unione europea).

In collaborazione con: MUBI, COSPE, CEFA Onlus, Coop Re-esistente, Dipartimento di Sociologia e di Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna, Biblioteca Amìlcar Cabral – Settore Biblioteche e Welfare culturale, Fondazione Emilia-Romagna Teatro, Housatonic, Arca di Noè soc. coop, Atlantico Festival

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