
Torna SPORE la rassegna multidisciplinare sulla cultura diasporica in due atti sovrapposti.
- dal 17 al 21 settembre / La residenza formativa: un percorso gratuito dedicato quest’anno a disintossicare l’amore dalle sue radici tossiche: quelle imposte dal paradigma coloniale, patriarcale e razzista che struttura ancora oggi il modo in cui ci relazioniamo. Alterneremo momenti teorici a pratiche corporee e performative per allenarci a riconoscere quello che oggi chiamiamo amore tossico per costruire relazioni che vadano oltre le gabbie imposte dalla razza.
- dal 19 al 21 settembre / SPORE è una rassegna di atti performativi che vuole dare voce all’esperienza diasporica in chiave artistica, culturale e politica. Gli eventi della rassegna artistica sono aperti a tuttɜ e intersecano, in alcuni momenti, il programma della residenza formativa, creando una contaminazione tra i due atti.
Spore è ideato e curato da Kilowatt e l’artista Wissal Houbabi.
Geography of the SWANA revolt: beyond patriarchy and borders
Opening SPORE 2025 | Sfilata e performance con Zineb Hazim, Boogazzogga e Wissal Houbabi
YUNIS — NINETY NINE EYES | Live
JANUBI / djset
ABITO DI CONFINI: muoversi dietro le quinte del palcoscenico italiano
A Seventh Man: migrant workers in Europe
MEN BLED LE BLED: cartografia delle anime mediterranee
«One Pitch» di Sofia Jernberg + «Colonna አም» di Jermay Michael Gabriel
Zahma / djset
Ricamare per resistere: laboratorio di Tatreez
Embodied Explorations: Unveiling Movement and Imagination
Anime della mia anima. Dialogo con Giovani Palestinesi d’Italia (Bologna)
SHURUM BURUM + Kinetic Echoes: A Solo of Sumud
Spore quest’anno vuole sottolineare il peso specifico di parole con cui ricorderemo per sempre Khaled Nabhan, un gazawi, un resistente, un uomo, un nonno. Parole che in molte e molti abbiamo visto passare sotto i nostri occhi, tra le infinite immagini che ci ricordano quanto è già tutto oltre.
Il 29 novembre 2023 veniva martirizzata la piccola Reem e suo fratello Tarek, nipoti di Nabhan e figli della sua primogenita Maysa. Abbracciando il corpo senza vita della nipotina e baciandole delicatamente gli occhi chiusi l’uomo disse: sei l’anima della mia anima, questo fu il suo commosso saluto a Reem, un anno prima di essere a sua volta martirizzato, il 16 dicembre 2024.
Qui tremo mentre percepisco e scrivo la parola anima, realizzando che da quel luogo esatto, e da quella immagine storica, possiamo costituire un epicentro di significato, e comprendere da quale distanza, e se siamo degni.
Anime della mia anima, per rinascere da questi detriti che vediamo attorno e che abbiamo dentro, vi invitiamo a partecipare e a chiederci a chi essere grati per ciò che siamo, osservarci come anime della mia anima, perché siamo anime interconnesse oltre che corpi da macello, siamo anche vita e l’amore è l’atto più politico che ci guida verso il futuro.
Khaled in arabo significa vivere in eterno e le sue parole le ricorderemo di certo, nell’epoca in cui l’Occidente – ma non solo – ha completamente perso il significato di ogni affermazione della vita umana.
Anime della mia anima si attraverserà tra la musica, le parole, i gesti e le riflessioni di chi intende la cultura e l’arte come parte necessaria verso un cambiamento sostanziale.
Tra il pensare
«io amo la mia gente e la giustizia»
e il
«io odio il tiranno e l’oppressione»
c’è una sostanziale differenza e anche la risposta alla costruzione di alternative possibili. È nell’animo umano la sfida più dolorosa: preservarsi sensibilmente perché essere mossi solo dalla rabbia e odio ci continuerà a rendere ancora comparse, ma forse questi sentimenti sono solo una faccia della medaglia.
Qualsiasi forma di romanticizzazione della rabbia diventa azione corrosiva se non pone come matrice l’amore per una visione, per la liberazione, per stare insieme, per stare bene. E se la matrice è l’amore, abbiamo mai chiesto a quella fonte di energia, che non vede il tiranno ma si espande verso un sogno, di cosa ha bisogno, come si nutre?
Se è vero che la libertà è una lotta costante, forse allora l’amore è una forma di resistenza dell’animo umano nel suo punto più profondo, che rende incorruttibili i valori, chiare le distinzioni, irragionevoli le aspirazioni, affinché il tiranno non soddisfi la sua brama disumanizzante e il suo desiderio alla mortificazione.
Amare ed essere amati dalle anime e dalla terra, sono le armi più preziose, pericolose e meravigliose che possiamo mettere in campo, perché definisce la sostanziale differenza tra un martire e una vittima, e rende persino la politica poetica, qualcosa di sensato, che vede e sente l’anima nella sua anima.
Wissal Houbabi
المهرجان هذا لعام يسلط الضوء على الاثر العميقة التي تركتها في وجداننا كلمات خالد النبهان. ذلك الرجل، الجدّ الغزاوي المقاوم. تلك الكلمات التي مرّت أمام أعيننا من بين المشاهد المؤلمة التي تخبرنا بصفة يومية على النهاية الحتمية لإنسانيتنا.
التاسع عشر من نوفمبر الفارط استشهدت الطفلة ريم و أخيها طارق، أبناء الشهيدة ميساء أبنة خالد الكبرى. أحتضن خالد النبهاني جثة حفيدته و قبل عيناها بكل لطف قائلا: “ياروح روحي”.
بهذه الكلمات المؤثرة ودّع الجد حفيدته، قبل أن يستشهد هو بدوره يوم السدس عشر من ديسمبر الفارط.
هنا أرتجف، وأنا بصدد إدراك وكتابة كلمة ‘روحي’،
ربما لأنني فهمت أن من ذلك المكان، ومن تلك الصور الراسخة، يمكننا أن نمنح معنى للإنسانية، ونتعرف إن كنا جديرين بالانتماء إليها.
“روح روحي”, لكي نحيا من بين هذا الحطام الذي يحيط بنا والذي يعيش في داخلنا. ندعوكم الى المشاركة معنا في طرح السؤال على أنفسنا: لمن نحن ممتنون على ما نحن عليه؟ لنتمعّن في “روح أرواحنا” بما أنّ أرواحنا متّصلة و لسنا مجّرد لحم يقاد الى المذبحة. لأنّنا نحن أيضا الحياة والحبّ، فهي لعلّها الوسيلة السياسية الانجع التي سوف تقودنا نحو المستقبل.
خالد يرمز الى الخلود و سوف نتذكّر كلماته بالتأكيد في زمان ضيّع فيه الغرب تمامًا كلّ معنى و رمز للحياة.
“روح روحي” سوف يحلّق بنا من الموسيقى الى الكلمات و من الإيماءات الى أراء روّاد الثقافة، الذين يومنون بأنّ الفنّ هو الوسيلة الاهم لتحقيق التّغير الجذري لمجتمعاتنا.
بين فكرة “أنا أحبّ شعبي و العدالة” و فكرة “أنا أنبذ البطش و التسلط” يوجد إختلاف عميق و دعوة الى إيجاد حلول بديلة. فإنّ أصعب تحدّي للانسان هو الحفاظ غلى ذاته بكلّ حواسه لأنّ التّحرّك بدافع الغضبّ أو الكرّاهيّة سيجعلنا مجرّد حضور. قد تكون هذه المشاعر سوى وجه واحد لنفس العملة.
أيّ شكل من أشكال تمجيد الغضب يمكن أن يتحوّل الى فعل مدمّر إذا لم يكن دافعه الاساسي هو الحبّ: حبّ الحريّة، حبّ الحياة و حبّ أن نكون معًا.
إذا كان الاطار هو الحبّ، هل تساءلنا يومًا عن مصدر هذه الطّاقة. تلك التي لا تعترف بالطواغي ولكنّها تمتدّ نحو الحلم ….ماذا تحتاج و من أين تتغذى؟
إن كانت الحرية نضالًا دائمًا، فربما يكون الحبّ شكلًا من أشكال مقاومة الروح الإنسانية في أعمق نقطة منها. المقاومة تجعل القيم غير قابلة للفساد، واضحة الفروقات و غير عقلانية الطموحات، حتى لا يُشبع الطاغية رغبته اللا إنسانة في تعذيب الذات الإنسانيّة.
أن نحب و نُحب من الروح و من الباطن هو سلاحنا الأمثل، الأخطر و الأروع التي يمكن لنا إستعمله. هذا هو العنصر الذي يحدّد الفرق الجوهري بين الشهيد وًالضحيّة و الذي يجعل حتّي من السياسة شاعريّة، عقلانيّة ترى و تشعر بروح الروح.
وصال حُوبابي
ترجمة: حسام بن الربيع
Traduzione in arabo di Houssem Ben Rabia
Un progetto di KILOWATT
Edizione 2025
Direttrice artistica Wissal Houbabi
Co-curatela Samanta Musarò, Cecilia Colombo
Residenza formativa curata con Marie Moïse
Produzione Rebecca Veri
Comunicazione Elena Giuntoli
Artwork e immagine coordinata Mohamed Amine Maanan
Impaginazione grafica Sabrina Gatto
Con il contributo di: Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna – Regione Emilia Romagna PNRR 2022 del Ministero dell’Università e della Ricerca (Italia)
La rassegna è finanziata nell’ambito del progetto SPORE. Percorsi di tenerezza radicale, del progetto PROMOZIONE DI UN’EDUCAZIONE INCLUSIVA, EQUA E DI QUALITÀ IN MAROCCO, del progetto INCLUSIONE ECONOMICA E SOCIALE DEI NEET IN TUNISIA e nell’ambito di WE-PROPOSE Processes, policies and networks in support of women’s returnees to Tunisia and Morocco un progetto di ricerca promosso dall’ Università LUMSA, in partenariato con Università di Catania e Università di Bologna.
Partner: CEFA, Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna, Biblioteca Amilcar Cabral – Settore Biblioteche e Welfare culturale, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Housatonic, Cospe, Coop Re-esistente
In collaborazione con: Capovolte Edizioni – Giovani Palestinesi d’Italia (Bologna)
